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Trading online per principiati

trading online principianti

Il Trading online è un servizio fornito da società finanziarie che mette a disposizione dei clienti privati un programma per computer che, attraverso la connessione a internet, visualizza titoli presenti su numerosi mercati borsistici italiani ed esteri, permette di acquistarli e venderli nel giro di pochi centesimi di secondo. Queste società sono chiamate “broker online” cioè intermediari digitali e chiedono una commissione su ogni ordine di acquisto e di vendita inviato in Borsa. I broker possono essere banche e fornire servizi bancari come mutui, prestiti, carte di credito.

Cosa deve fare un principiante per iniziare.

Prima di aprire un conto di trading online, bisogna avere chiari gli obiettivi che si intendono raggiungere e quali rischi si è disposti a correre. E’ una buona norma quella di non superare il 10% delle proprie disponibilità liquide. Chiariti i propri obiettivi e la propria propensione al rischio, il secondo passo è la preparazione attraverso corsi di formazione e libri. Nel mercato ci sono molte iniziative didattiche dove trading esperti possono dare consigli utili su quali strumenti finanziari o di mercato puntare. Un punto di partenza potrebbe essere l’Annuario del Trading Online Italiano, che in un unico volume raccoglie tutte le risorse del mercato.

La scelta del trading dipende dal tipo di esigenze che si sono individuate
. Volere un servizio di trading con tutti i vantaggi del conto corrente bancario o di deposito spinge inevitabilmente verso le banche online; in Italia ci sono sei banche online specializzate che offrono servizi professionali, ma non tutti offrono anche servizi bancari. Vi sono poi alcune Sim per utenti molto attivi e broker specializzati nel trading sui cambi. Infine, un centinaio di broker esteri autorizzati ad operare in Italia ma senza offerte specifiche per gli utenti del nostro Paese e spesso senza nemmeno un sito web in italiano. Relativamente ai costi, i broker applicano commissioni fisse, variabili o degressive.

La base dell’attività di negoziazione è la psicologia ed è strettamente legata a quello che più che un fenomeno è una necessità: la gestione delle perdite. Il trader, infatti, deve studiare delle tecniche per arrivare a sviluppare una propria metodologia, cioè deve imporsi delle regole. Per esempio, darsi un obiettivo realistico di guadagno e vendere i titoli posseduti quando questi raggiungono i livelli ipotizzati senza sperare che migliorino ulteriormente, così come darsi un massimo di perdite sostenibili e, una volta toccata quella soglia, non “mediare al ribasso” (cioè acquistare altri titoli a prezzi più bassi per ridurre il prezzo medio di carico, tecnica che incrementa il rischio e può rendere le perdite più ingenti) ma chiudere con disciplina l’operazione.

Per aprire un conto non occorrono grandi cifre, infatti alcuni broker danno l’opportunità d’investire anche cifre bassissime al contrario di altri broker che offrono una leva finanziaria molto alta. Si tratta, però, di un meccanismo molto rischioso perché il trader invia ordini al mercato con capitali anche decine di volte superiori rispetto a quelli che si hanno realmente. Ma la leva vale anche sulle perdite, che vengono moltiplicate allo stesso modo. Il trader deve mantenere sul conto un minimo e garantire quindi di rimborsare le perdite. In media se i mercati o titoli azionari si muovono dell’1%, ciò significa che hanno avuto un forte rialzo. Se avrà utilizzato 1.000 euro avrà guadagnato 10 euro correndo comunque un discreto rischio. Con 10.000 euro il guadagno diventa 100 euro, con 100.000 è di 1.000 euro. Con capitali troppo limitati, quindi, difficilmente si avrà la possibilità di ottenere un guadagno mensile soddisfacente.

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