Pistoia, aziende in calo

crisi economica

Con l’inizio dell’autunno, nonostante siano tanti gli sforzi che si stanno facendo e tanto si sta muovendo, l’economia della città di Pistoia è a crescita zero. Molte aziende nuove si sono avviate negli ultimi sei mesi dell’anno, ma ciò non basta per dare un avvio deciso all’economia.
Pistoia è la penultima provincia in Toscana per la vivacità imprenditoriale. I giovani, gli stranieri, ma anche le donne si stanno dando tanto da fare per cambiare la situazione di stallo in cui versa la bella città. Nuove attività si stanno aprendo, come per esempio alcune aziende vivaistiche che hanno richiesto un incontro con gli organi competenti per discutere sulla grave crisi che ha colpito questo settore in particolare.

Grande scalpore sta facendo la drammatica vicenda della Gibus di Casalguidi, l’azienda leader in Italia nella realizzazione e produzione di tende da sole, pergole bioclimatiche e coperture per esterno. I lavoratori hanno continuano la loro lotta contro la chiusura dell’azienda annunciata lunedì scorso da Gianfranco Bellin, amministratore delegato della spa padovana. I lavoratori rischiano il posto e la questione Gibus sarà affrontata anche in Regione, con l’unità di crisi convocata alle 9,30 di martedì 27.

Sono trentadue i lavoratori Gibus di Casalguidi che rischiano di essere licenziati. «Per noi il trasferimento equivale al licenziamento» avevano messo in chiaro mercoledì, di fronte alla possibilità avanzata dall’azienda di trasferire una parte delle maestranze nel sito produttivo di Padova. Secondo i lavoratori, dietro all’annuncio della chiusura del sito casalino, ci sarebbe una chiara strategia aziendale finalizzata all’abbattimento dei costi e alla sopravvivenza della sola produzione del sito padovano, dopo la chiusura della sede di Cuneo lo scorso settembre e l’annuncio chock dell’imminente chiusura per Casalguidi.

I dati della Camera di Commercio, riferiti ai primi sei mesi dell’anno, registrano una provincia immersa dalla crisi economica. 1180 aziende si sono cancellate da gennaio a giugno, e 1183 si sono iscritte, si ottiene un + 3 che registra praticamente una crescita zero. Pistoia si trova al penultimo posto tra le province toscane e sta davanti solo a Siena.
Si registra un notevole calo per le imprese nel settore commercio, industria e agricoltura. Non va meglio l’industria e in particolare il settore della moda, dove l’industria tessile, abbigliamento, calzaturiero e pelletteria stanno subendo gravi perdite.
Gli unici dati positivi vengono dai servizi alle aziende e dalle imprese “non classificate”, che in larga parte sono imprese esistenti solo sulla carta, registrate ma non ancora attive.

L’andamento generale di Pistoia è perfettamente allineato con l’andamento complessivo a crescita zero. La Valdinievole va leggermente peggio, la Montagna leggermente meglio.

L’imprenditoria femminile pare si stesse muovendo come indica la nota dell’ufficio studi e statistica della Camera di commercio, ma emerge anche l’andamento è allo stesso modo oscillante, poiché a fronte di 400 nuove iscrizioni, altrettante hanno preferito chiudere la loro attività. La volontà non manca, l’intraprendenza nemmeno, ma alla fine i risultati sono questi.
Anche i giovani ci vogliono provare; ricchi d’inventiva ed energia e armati di grande buona volontà hanno fatto segnare 352 nuove assunzioni, ma purtroppo 175 cessazioni.
Anche gli imprenditori stranieri ci stanno provando e dall’inizio del 2015 si registrano 164 aziende chiuse, ma ne hanno aperte 240.

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