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Il Governo si scontra con l’Agenzia delle Entrate

agenzia delle entrate

Giornata frenetica per l’agenzia delle Entrate ed il governo con il sottosegretario all’Economia Zanetti che ha chiesto le dimissioni del direttore generale Rossella Orlandi e il ministero dell’Economia che a fine giornata è corso ai ripari con una nota che ha sconfessato Zanetti e confermato «immutata stima» alla Orlandi.

Tutto nel giro di poche ore con la minoranza dem che è ripartita all’attacco dell’Esecutivo, colpevole, ha detto Speranza, di voler depotenziare l’attività di lotta all’evasione dell’Agenzia.

Non è concepibile che dalla contrattazione è scomparso il comparto delle agenzie fiscali; in questa maniera si vuole la morte delle agenzie. Questo è quanto afferma il Direttore generale Rossella Orlandi che accusa Renzi per il mancato appoggio politico del governo. L’attacco della Zanetti era scaturito dopo il caos creato dal caso degli 800 dirigenti degradati al rango di semplici funzionari, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime le loro promozioni perchè arrivate con procedure interne e non tramite concorsi. Concorsi che non sono stati fatti per anni e non per colpa certamente della Orlandi. I funzionari che si sono visti bloccare l’avanzamento di carriera dalla Consulta.

I funzionari hanno fatto causa alla Presidente del Consiglio e alla direttrice Rossella Orlandi chiedendo il riconoscimento come dirigenti a tempo indeterminato oppure il risarcimento dei danni subiti per la loro retrocessione. A gettare benzina sul fuoco ci si è messa una intervista del sottosegretario Zanetti che ha consigliato alla Orlandi le dimissioni. «Se continua ad esternare il suo malessere e a dire che l’Agenzia muore, le dimissioni diventano inevitabili» ha affermato, aggiungendo che Palazzo Chigi era d’accordo su questa posizione. Intanto la Orlandi mandava un messaggio a Renzi con il quale manifestava la sua intenzione a non farsi assolutamente da parte.

Mentre il Ministro Padoan difende l’Agenzia, l’opposizione si scatena. Per il M5S «la macchina fiscale italiana è ostaggio di una guerra per bande, mentre il governo fa l’occhiolino ai grandi evasori». Forza Italia mette il dito nella piaga: «lo scontro all’interno dell’esecutivo sul ruolo e sui vertici dell’Agenzia delle entrate non fa altro che alimentare la confusione». A fine giornata la nota dell’Economia che sconfessa Zanetti. Viene confermato il ruolo centrale dell’Agenzia delle Entrate che «nella lotta all’evasione fiscale svolge un ruolo cruciale. Le competenze maturate e consolidate dal personale e dalla dirigenza costituiscono un patrimonio che il Governo intende salvaguardare». Ma Zanetti non desiste e rilancia: il comunicato del Mef non mi smentisce. Non è pensabile che un direttore possa continuare a dire che si sta lasciando morire l’Agenzia.

Intanto dall’Agenzia si fa sapere che è stata completata la spending review. Nella nuova pianta organica si prevedono 995 dirigenti, contro gli attuali 1.095, mentre aumentano le posizioni organizzative speciali, figure intermedie tra il dirigente e il funzionario, che passano da 325 a 339.
Scelta Civica chiede al Ministro Padoan e al Presidente del Consiglio Renzi un incontro politico dirimente e chiarificatore. “Vogliamo capire” afferma il segretario di scelta civica “se siamo il governo che sta facendo i trattati internazionali contro i paradisi fiscali, che sta potenziando i controlli incrociati dei dati, che ha introdotto il reato di autoreciclaggio e che sta lavorando al rafforzamento organizzativo dell’azienda nel rispetto delle norme sul pubblico impiego, oppure se siamo il governo che sta facendo morire le agenzie fiscali”.

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